Chi sono

Sono nato a Torino il 28 dicembre 1962 con il nome di Ranieri, ma date le mie origini toscane era naturale che diventasse Nëri, e diventerà il mio pseudonimo.*
Mi dedico prevalentemente alla Pittura, ma anche alla Scultura e alle Arti Applicate, questo modo elastico d'intendere l'Arte a 360° oltre che lavorare su più temi, mi ha dato l'opportunità di viaggiare e conoscere culture diverse: Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, Cina, Thailandia, Filippine, Indonesia, etc...
Penso che tutte queste esperienze da "nomade" tra discipline e culture per una magica osmosi ritornino sempre nel lavoro e che prima di esprimersi con la propria arte, bisogna cercare di rendersi la vita interessante... probabilmente il lavoro d'artista ne trarrà beneficio.

*(i due pallini sulla "ë" non sono una dieresis ma forme geometriche legate anche al mio lavoro, ma anche omaggio e segno di appartenenza a una scuola di artisti che le hanno usate nelle loro composizioni e perchè in Toscana Neri si pronuncia con l'accento forte sulla "e", inoltre piccole curiosità: nello stemma di famiglia abbiamo tre palle ma essendo di spirito anarchico i tre pallini li ho solo sul mio nome... due sulla "e", uno sulla "i", poi essendo innamorato della vecchia Citroën DS poichè è l'unica automobile disegnata da uno scultore mi fa piacere averli anche sulla mia "ë"!).

MY WAY

Quando da piccolo, mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo “come ora”, non volevo fare l’astronauta. Ricordo i miei quattordici anni e il mio primo studio su una navata di una chiesa in cambio di un quadro, dipinsi un grande quadro con emarginati e prostitute attorno ad un fuoco intitolandolo “Forse sarà l’ultima cena”, non l’hanno mai appeso, "forse" si aspettavano un “Ultima Cena” diciamo più classica, senza il dubbio e il “Dogma”. Poi gli anni dello studio sopra ad un ristorante aperto fino a notte fonda, in cambio di un quadro al mese, una stanza di quelle affittate ad ore o a gente di teatro in tournée, dove ho conosciuto giornalisti di nera, attori, avvocati della mala, artisti: Dario Fò, Franca Rame, Ruggeri, Albertazzi, etc… Giovane, ingenuo ed entusiasta assorbivo come una spugna qualunque sfumatura e dettaglio, ascoltavo, parlavo e discutevo fino all’alba, era il mio mondo, la vita che volevo. Tutta colpa di mia nonna, la prima pecora nera (si fa per dire, figlia di un Carabiniere a cavallo che ad un certo punto a lasciato tutto e tutti per imbarcarsi come "pirata?" in qualche nave che solcava i mari del Sud, mah... il suo nome era Jolanda, forse non un caso), grande intellettuale e pittrice di talento, a cui rubavo le lenzuola per dipingerci sopra. Penso, a me giovane, ai pellegrinaggi in Italia e tutta Europa, per conoscere Vedova, Munari, Scanavino, Tinguely, Bacon (naturalmente al pub), etc; agli amici artigiani che mi hanno trasmesso il loro sapere, senza loro non saprei saldare, lavorare le materie lapidee, scolpire il legno, incidere, etc… quando prendo uno scalpello in mano o un altro utensile, sono con me. I miei professori, come mi hanno fatto arrabbiare quando mi hanno costretto disimparare a disegnare, reinsegnato usando il cervello e non solo il mio dono, “dai la cera, leva la cera” (maestro Miyagi/cit. da Karate Kid), ho imparato a fermarmi, dominare la mia parte irruente e vulcanica. Probabilmente non abbastanza, o era passato del tempo, la scazzottata con il docente di scultura di cui non mi ricordo nemmeno il nome, è diventata epica, come la mia espulsione dall'Accademia, ma avevo i miei buoni motivi, la rifarei ancora oggi, d'altra parte anche "Ezra ed Ernest"*, facevano lo stesso, no? (Festa Mobile-Hemingway)* Come si addice da copione, ho saltato pasti per comprare colori, ma poi acquistato intere partite e mangiato nei migliori ristoranti del mondo. Ho fatto autostop, viaggiato su mezzi difficili da raccontare e immaginare, signore con in grembo ingombranti gabbie di galline che invadevano il mio posto quando cercavo di scorgere dal finestrino la “Grande Muraglia”, compresa la bicicletta dell’ultimo imbarcato appoggiata nel corridoio a 10.000 metri di quota. Ma anche avuto Ferrari, viaggiato in first class e su jet privati. Fino a noleggiare un aereo cargo (tutto per me), perchè i miei lavori arrivassero "domani" a un emiro. Mi sono confrontato con persone di tutte le nazionalità e colori, condiviso cibo e idee, fossero camionisti o sceicchi. Sono riuscito a lavorare nei posti più impensabili, aerei, grandi metropoli, alberghi, posti di guerra, ex basi militari, deserto, tutto e sempre in nome dei miei sogni e dell’Arte, lavorando per tutti e con tutti, senza nessuna distinzione e pregiudizio: mercanti d’armi, musicisti, politici, attori, calciatori, intellettuali, poeti, architetti, sceicchi, poveri e miliardari, etc… tutti a loro modo mi hanno dato qualcosa. A volte sono stato accolto in paesi “difficili” con diffidenza e mitra puntati, ma lo sapevo, la “Farnesina” mi aveva avvertito. Altre con grandi fasti, cerimonie e onori. Nel giro di poche ore sono passato da climi tropicali dalle camice appiccicate sulla pelle, a climi artici, visto metropoli indimenticabili e tramonti talmente belli da risultare quadri di cattivo gusto, incontrato persone speciali di tutte le razze e classi, stretto amicizie. Ci sono state donne che mi hanno sopportato e appoggiato, anche quando non capivano che a volte quando guardavo fuori dalla finestra “stavo già lavorando”, altre che mi hanno complicato e reso interessante la vita (posso dire la mia, con il mio Bus: quelle a cui ho voluto bene, quelle per l'ego, quelle importanti e quel Taxi di donne che ho Amato), un figlio che mi son cresciuto che mi ha dato regole e orari. Mi sono occupato a tutto tondo dell’Arte, pittura, scultura, arti applicate, design, realizzato dalla cosa più umile al grande lavoro (perfino gadget per post guerra del golfo), sempre con lo stesso entusiasmo. In Asia ho appoggiato progetti governativi coinvolgendo nel mio fare bambini che si prostituivano, insegnandogli un lavoro, farli finalmente giocare e studiare, l'importante non tornassero da dove erano stati raccolti, questa per me è Arte. Ho dipinto, scolpito, saldato, inciso, disegnato, progettato, scritto, sofferto e gioito. Non ho mai cercato di fare un lavoro solo piacevole ma volevo che avesse soprattutto qualcosa da dire, cercando sempre di dare risposte inconsuete fuori dal coro. Ho avuto studi piccoli e scomodi, altri grandi come aziende. Spalato fango, lavori, macchinari, documentazione e mia storia, quando il fiume che si è impossessato di un mio studio, ma ero lì. Fatto produzioni quasi industriali con squadre di collaboratori, in quel momento volevo far così la mia Arte, imparando le cose più lontane da un’artista, che ama la Poesia: organizzazione, planning, affari, preventivi, strategie, conti. Questo mio esistere si ritrova nel mio “lavoro”, tutto ciò fa parte del disegno della vita, poiché siamo tutti un po’ tutto e contemporaneamente il contrario di tutto: balordi, pompieri, egoisti, generosi, geniali, ingenui, noiosi, divertenti, vagabondi, infedeli, rivoluzionari, affidabili, poeti. Non sono mai riuscito e non ho mai voluto far distinzione tra Arte e Vita, per me è tutt’uno… “eccetera, perchè la minestra si fredda”*. (Leonardo Da Vinci/cit. dal Codice Arundel)*

Mission

Parola d'ordine: Ecclettimo e Contaminazioni
Come esploratore di sensazioni lavoro a
 una stesura di sedimenti emotivi
, incidendoli in un immaginario nastro continuo.
 Affianco tecniche tradizionali a quelle più
 recenti e fondo pittura con scultura
 per operare in questa direzione. Penso a un "pezzo" che finisca
 soltanto dove ne inizi un altro...

Percorso

1976 M'iscrivo al Liceo Artistico. Ho come professori Piero Ruggeri e Gino Gorza (seguirà il mio lavoro negli anni a venire). M’interessa particolarmente il pensiero del Bauhaus. Inizio a lavorare con il Gruppo NP2, fino al 1984, a progetto fino al 1994. Visito gli studi di Emilio Vedova, Alberto Viani, Emilio Scanavino... e trascorro ore per me importantissime con Bruno Munari. Ammesso a pieni voti all'Accademia di Belle Arti, seguo con particolare interesse le lezioni sull'Arte Americana del dopoguerra di Francesco Poli. Dopo una burrascosa discussione con un docente di scultura, vengo espulso. Soggiorni studio a Londra e Parigi, incontro Bacon e Tinguely. Allestisco nello spazio di un mio amico la mia prima mostra e espongo alcuni lavori alla Facoltà di Architettura, prendo in subappalto una grossa commessa in rame sbalzato per il Governament Palace of North Yemen.
1985-1987 Apro il mio studio. Cerco nuove occasioni di lavoro e visito studi di architettura in tutta Europa occupandomi dell'integrazione delle Arti / Espongo al Chiostro S. Filippo Neri, con la presentazione di Gino Gorza. Penso a delle "sculture abitabili", grazie a una committente illuminata diventeranno "cellule espositive" in rassegne fieristiche Milano/Colonia e intervengo in varie abitazioni private. Lavoro per Must De Cartier.
1988-1990 Presento al Salone del Mobile di Milano delle "sculture utili" (l'arredamento delle "sculture abitabili") e il primo tavolo di marmo leggero e impilabile per le spedizioni nei containers aerei. Contatti in Europa, U.S.A., Giappone. Inauguro lo show room dello studio a Parigi. Lo studio si imposterà come una piccola Factory per produrre in serie questi "mobili poetici", avremo punti vendita in U.S.A., Francia e Italia. Progetto delle sculture paesaggistiche per la Pyramide Z.A.C. a Paris Nord. Lavoro a Barcellona con l'architetto Queraltò all'inserimento di sculture in contesti architettonici. Scopro che il mio lavoro si avvicina ad un certo decostruttivismo (Coop Himmelblau). Intervengo alla decorazione di due note discoteche.
1991-1992 Nasce in me l'interesse per l'architettura Giapponese, in particolar modo vengo affascinato dall'impianto dei "giardini" e da Tadao Ando. Collaboro col Gruppo NP2 al progetto e alla realizzazione del sipario tagliafuoco al Teatro Carlo Felice di Genova. Vengo invitato dall'architetto Alberto Sartoris ad un "commento scultoreo" al Circolo degli Artisti a Torino.
1993-1996 Lavoro a un progetto per una residenza privata dove il mio intervento nasce insieme a quello architettonico, un'azione corale delle arti. Lavoro con il Gruppo NP2 per il Teatro Ariston di Sanremo. Scultura per la Schindler a Luzern. Disegno gadget d'impronta artistica (Menarini, etc…) per società di promozione aziendale. Lavoro sulle "ossidazioni".
1997-1998 Disegno il tavolo scultura Skate da produrre industrialmente, verrà acquistato dalla Sintesi S.p.A. che lo produrrà in migliaia di esemplari e lo distribuirà in tutto il mondo. Smettiamo di autoprodurre oggetti poetici in serie. Si torna a uno studio meno azienda e più a misura d'uomo, realizzeremo solo più pezzi unici e tirature limitate. Commessa per una scultura raffigurante un cervo per un complesso residenziale ai confini del Parco di Stupinigi, cercherò di elaborarne la forma in maniera astratta. Interventi per la Fata Group a Mosca e Riverside. Personale Galleria Artx e Mostra Da Ferrari alla Ferrari Maranello/galleria Pilat Milano-Chicago.
1999-2001 Affianco alle tecniche tradizionali della pittura e della scultura l'uso dell'informatica; tramite il computer e la fotocamera digitale posso progettare i miei lavori e simularne eventuali modifiche in fase di realizzazione. Espongo con Ugo Nespolo alla Promotrice di Belle Arti di Torino in occasione della mostra Fortune, il titolo del mio lavoro "L'importante è vendere cara la pelle" dall'associazione pellicciai italiani viene censurato, lo cambierò in “Cara mucca avresti mai immaginato che?”... nuovamente censurato, gli darò poi il titolo finale di “Non Comment!”. Viene esposto il mio tavolo Skate insieme ad altri prodotti rappresentativi del Made in Italy (Giugiaro e Pininfarina) in Giappone. Collaboro con la L’Oréal a dei quadri olfattivi con nei colori le loro essenze.
2002-2003 Mi è stato richiesto di lavorare alla nuova immagine della Robert Wan /Tahiti Perles pensando a un progetto globale per gli show room in tutto il mondo, a una linea di oggetti per la casa e gioielli. Per far ciò ho percorso più di 70.000 km. in volo, lo studio concettualmente è stato trasferito sugli aerei a 10.000 m. di quota, Hong Kong, Pechino, Bali, Bangkok, Manila, Dubai, Singapore, ecc., disegnando e lavorando durante i voli e collaborando con strutture e culture locali. Progetto stand e show room a Basel e a Dubai e nel contempo presento gioielli da me disegnati e oggetti per l’Art de la Table che verranno distribuiti negli U.S.A., in Europa, nel Middle East, Asia e Polinesia. Trasferisco nel mio lavoro le esperienze vissute nei miei viaggi in Asia e Medio Oriente, lavoro con bambù e texture etniche.
2004-2005 Continua la collaborazione con la Robert Wan e Falaknaz Group a Dubai e a Basel con Karl Lagerfeld. Nuovi studi ambientazioni per importanti griffe europee e nel Middle East… Ritorno alla tela con una serie di quadri ispirati a elementi figurativi ma inseriti in contesti astratti. Disegno oggetti e fondo a Papeete una società con l’idea di creare una distribuzione in punti multimarche e duty free degli aeroporti internazionali. Mi vengono commissionati due monumenti “figurativi” dal Gruppo Bertone.
2006-2008 Proseguo il mio percorso di ricerca volto a trasporre elementi figurativi “tradizionali” in contesti astratti, decontestualizzo elementi del quotidiano “Supermercato pittorico e Astrattismo quotidiano". Presento alcuni di questi lavori in nove gallerie d’arte contemporanea, Torino, London, Paris, New York, Papeete, Hong Kong, Berlin, Milano, Pisa, con vernissage stesso giorno e stessa ora in tutti i fusi orari. La Veuve Clicquot crede nel mio lavoro e mi affida la realizzazione di 430 tele (poi diventate 1500), pezzi unici, ispirate all’inconfondibile bottiglia reinterpretata pittoricamente, vengo invitato ad esporre al Museè d'Orsay e la Sorbonne scrive di me accostandomi a Warhol. Realizzo alcune opere pittoriche per aziende (Acqua San’Anna, Villa Sparina, Lavazza…) e collezioni private. In parallelo continuo a occuparmi dell’immagine di aziende internazionali. Non fermo la mia ricerca alla tela ma traspongo ancora una volta le esperienze pittoriche in altre realtà dalle quali riattingo stimoli per il mio lavoro. Collaboro con la rivista Comunicando curando una rubrica sull'arte. Presento alcuni “Meteoriti”, scultura globale frammentata, con all’interno come struttura plastiche da discarica. Realizzo il “Menhir contemporaneo”, scultura in acciaio e alluminio alta più di 5 metri. Soggiorno a New York che considero la mia seconda casa e continua fonte d'ispirazione, convinto che incontri, esperienze, atmosfere, panorami, culture, etc, ritornino sempre sulla tela... "Contaminazioni tridimensionali" nelle quali accosto alla pittura oggetti reali fermati prima che subiscano la metamorfosi pittorica come ponte tra il racconto e il presente, utilizzo materiali quali lattine, tappi, teloni usati di camion (lo "smog per dipingere"), catrame... e realizzo opere che coinvolgono più tele accostate e studiate da essere spedite "via aerea". Dipingo la "Crocifissione continua". Varie mostre personali. Due miei progetti classificati al primo e terzo posto in un concorso europeo di scultura, selezionato dall'Unione Industriale di Torino fra gli artisti per il Premio Odisseo.
2009-2010 Presento la mia “Crocifissione Continua” a Palazzo Barolo in una mostra (con pezzi di Schifano, Kossut, Girardi, etc…) in occasione dell’astensione della "Sindone", è accolta di primo acchito dalla Curia come opera blasfema ma grazie all’intercessione di Giovanni Cordero del Ministero dei Beni Culturali poi rivalutata "opera di grande e profonda spiritualità". Sculture in bronzo a cera persa di carattere religioso per la cappella Bertone. Commento artistico per i 20 anni della Vasapolli & Associati. Grande composizione decorativa in corten per un'architettura di Jean Nouvel. Varie sculture e quadri per collezionisti.
2011-2013 Concepisco il manifesto “Art Up”, ispirato ai libri dei bambini e da certa pubblicità, ora ho la possibilità di uscire veramente dalla tela “tradizionale” che è diventata un set da dove i protagonisti escono per dialogare con il fruitore, impossibile ora incorniciare il lavoro… Commessa per 17 sculture a tema in corten alte 6 metri per decorare una facciata sull’asse Torino-Rivoli . Commento artistico per una clinica dentistica e vari interventi in architetture private, grande murale in alluminio per la più antica fonderia industriale di Francia a Nantes, una “Sinfonia Industriale” ispirata al loro lavoro. 54 Biennale di Venezia, Mostra nel Castello di Cavour, etc… Scultura in fusione dall'alluminio a Mosca per Maison francese Zilli.
2014-2017 La Fondazione Bertoni mi dedica una mostra in concomitanza di un antologica sul Nouveau Réalisme con Spoerri, Cèsar, Artman, Rotella, etc… Mostra “Fuori dal Coro” sottolineando l’atteggiamento Outsider nel modo di uscire dalla tela e di dipingere. Interventi in architetture private. Ritorno a New York per captare nuovi stimoli e atteggiamenti per rendere la mia pittura più decontestualizzata. Collaboro alla copertina di un libro. Presento alla mostra “Territorio e Sacralità, Langhe bene Unesco” una scultura fatta di pane e vino. Espongo un mio lavoro con l’intervento dei bambini al Museo del Risorgimento. E naturalmente mi dedico sempre agli interventi nell'architettura.

Esposizioni e Collaborazioni

Gallery: Circolo degli Artisti/Torino, Gall. Bianca Pilat/Milano/Chicago, Gallery Angel Yama/Osaka, Musée d’Orsay/Paris, Promotrice Belle Arti/Torino, Galerija Napredka/Solkan, Galleria L’Occhio di Cristallo/Cuneo, Anna Kustera Gallery/New York, Biennale di Venezia, Palazzo Barolo/Torino, Galleria Il Triangolo/Torino, Galerie L’eclaireur/Paris, Galleria Arx/Torino, Paolo Tonin Arte Contemporanea/Torino, Charlick Art Gallery/London, Galerie VERI Tahiti/Papeete, Noy Center/Milano, The AAF/New York, Martin Arte Internazionale/Torino, Palazzo Lomellini/Carmagnola-To, Non Permanent Gallery/Torino, Castello Cavour/Santena-To, Raandesk Gallery/New York, Palazzo Arduino/ Courgnè To, Galleria Velan/ To, Castello di Montaldo-To, Fondazione Bertoni/Saluzzo-Cn, Palazzo del Risorgimento/To, etc…

Company: Veuve Clicquot Ponsardin/Paris, L.M.C. International-Les Must de Cartier/FR, Arpage Etudes de Paysage/Paris, Poggenpohl/DE, V.C.P. Hotel du Marc/Reims, Sociètè Montuni/Montecarlo, Rambaudi Industriale/Grugliasco-To, Luxury Ltd., Hong Kong, Schindler Ebikon/Luzern, FATA Group/Moscow/Riverside/Beijing, The Beers/GB, G.F.T. France/Paris, Barkat Group/Dubai, Acqua Sant'Anna/To, Gruppo Bertone/To, Falaknaz Investment Group/Dubai, Sisvel/None-To…

Other: Torino Design/Tokio, Coll.Ghini/Ferrari/Maranello-Mo, Coll.Acerbis/Bergamo, Coll. Marco Airoldi, Coll. Lavazza, Coll. I. Huppert, Coll. J. Cortes, Bread & Butter/Berlin, Corso Como 10/Milano, Maison Zilli/Paris/Moscow, etc…

Curatori e Giornalisti

Giovanni Cordero, Michele Bramante, Belloni, Susanna Bonati, Patrizia Bottallo, Matteo Bozzi, Giacomo Bramardo, Gianni Bretto, Mirella Cagliero, Marina Cassi, Nicole Cohen, Guido Curto, Francesco Frullone, Mariano Galeazzo, Olga Gambari, Gino Gorza, Paolo Levi, Brunella Manzardo, Giorgia Cassini, Angelo Mistrangelo, Monique Mizrahil, Rocco Moliterni, S. Perrone, A. Piazza, Mario Pisano, Marco Traverso, Darko, Elizabeth Thrush, Scilla Velati, Paolo Viotti, Mika Yamaji, Vittorio Sgarbi, ecc...